Niente più scommesse sportive per la Bulgaria!

Pubblicato il 26.06.2013, in: Casino Blog

Bulgaria gioco d'azzardo vietato

In Bulgaria è entra in vigore una nuova legge e l’obbligo di licenza per gli operatori di gambling online, che ha portato all’oscuramento al divieto per i cittadini bulgari di visitare e scommettere sui 22 siti che non hanno ancora ottenuto e nemmeno richiesto la licenza per operare. Gli operatori colpiti dal blocco, inizialmente erano 22 e tra loro spiccano nomi famosi a livello mondiale come SportingBet e 888.com, uno dei più grandi in questo settore, ma ora questa lista ha raggiunto quota 50! C’è da notare che alcuni sono semplicemente stati aggiunti perché presenti sulla lista nera di altri paesi.

Ovviamente le proteste da parte degli utenti, amanti del gioco d’azzardo online, sono state davvero tantissime e si è arrivata addirittura a chiedere la dimissione di Ivan Enicherov, direttore dell’ente regolatore dei giochi. Anche l’associazione degli operatori dei giochi ha espresso il suo totale dissenso per questo repentino oscuramento: sebbene l’anno scorso si fosse chiarito che per operare nel paese sarebbe stato necessario acquistare la licenza, i regolamenti non erano mai stati ben chiari e nemmeno le modalità di richiesta per la licenza, richieste che per la maggior parte dei operatori non è nemmeno mai arrivata, o se è stata mandata, non è ancora stata considerata entro la data limite che era stata prefissata. Molti colossi, infatti, hanno visto bloccare il proprio sito e perdere tutti gli utenti bulgari in soli 7 giorni! Qualcuno ricorda quando anche l’Italia li aveva bloccati e ci appariva la bella schermata dell’AAMS?

Il motivo sono come sempre i soldi. Operando in paesi esteri, gli operatori non sono obbligati di pagare alcun tipo di tasse allo stato della Bulgaria e, come ben sappiamo, il gioco d’azzardo garantisce una gran bella entrata nelle casse dell’erario. L’accordo tra i due tuttavia non è nemmeno vicino ad una conclusione in quanto l’ente regolatore chiede addirittura che vengano tassate al 15% le entrate lorde (e non nette) su tutti gli incassi delle scommesse.

Chiunque sappia qualcosa di payout, e a quanto ammonti il guadagno degli operatori, dato dalla differenza tra incasso e pagamento di vincite, può facilmente capire come le sale di scommesse sarebbero quasi certamente in perdita! I negoziamenti, tuttavia procedono e si vedrà se si riesce a scendere a patti. Ma se la percentuale non dovesse cambiare, gli operatori dovranno diminuire le quote e le vincite dei giocatori, per poter avere un netto utile a fine mese.

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