Stanleybet: vittoria parziale e rimando alla Corte di Giustizia

Pubblicato il 21.08.2013, in: Casino Blog

Stanleybet Gambling

John Whittaker, Ceo del gruppo Stanley è molto soddisfatto della scelta fatta dal Consiglio di Stato e si dice fiducioso per la prossima sentenza della Corte di Giustizia e aggiunge: “Le contraddizioni e le ipocrisie del sistema italiano sono destinate ad emergere ancora una volta.”
Whittaker, infatti, intravvede la possibilità che i funzionari pubblici che, secondo lui, sono responsabili in prima persona di discriminazioni, durate diversi anni, nei confronti del marchio Stanleybet, ne pagheranno presto le conseguenze e saranno costretti, attraverso azioni legali avviate contro di loro nei tribunali civili, a risarcire Stanleybet delle ingiustizie subite.

Stanleybet tornerà presto ancora una volta dinanzi alla Corte di Giustizia per rimarcare le grandi ingiustizie, discriminazione subite e le incoerenze presenti nel sistema italiano ed è convinto che questa volta avrà certamente una risposta positiva e le norme e misure nazionali verranno censurate da essa. sarà la sesta volta per il big delle scommesse e la decisione è stata presa dopo la sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata nella giornata di ieri, il 20 agosto, riguardante all’impugnazione della nuova gara del 2012 per l’assegnazione delle nuove concessioni delle scommesse in rete fisica, che non solo non hanno fatto nulla riguardo alle varie violazioni a scapito della Stanleybet negli anni passati, ma hanno addirittura peggiorato le cose, riproponendo clausole e misure interne incompatibili per escludere il più possibile l’azienda dal mercato italiano.

La nuova sentenza, infatti, ha finalmente dato ragione a Stanleybet su due aspetti di fondale importanza. Da una parte è arrivato il permesso di impugnare gli atti di gara degli anni passati, pur non avendoci partecipato, mentre d’altro canto sono stati presentati all’attenzione dei giudici del Lussemburgo, due questioni di grande importanza, che secondo l’azienda, non rispettano le norme europee riguardo alla libertà di stabilimento e prestazioni dei servizi nel diritto dell’Unione e il fatto di allineare la durata di tutte le concessioni esistenti a fini di miglior funzionamento del settore.
Restiamo dunque in attesa del verdetto della Corte e cercheremo di tenervi aggiornati su tutte le novità del caso.

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