Ludopatia: fattori di rischio e cause della dipendenza

Oggi, nel nostro terzo articolo dedicato alla ludopatia, vedremo le principali cause ed i tre fattori fondamentali che portano un giocatore, a diventare dipendente dal gambling. Per una prevenzione più efficace è molto importante conoscerne le basi e come si sviluppa, in modo da riconoscere ed evitare situazioni a rischio.

Dopo molti anni di studi continui per cercare di comprendere meglio questa malattia si è capito che ci sono fattori di rischio che spingono le persone al gioco d’azzardo convulsivo. Si possono divedere in tre grandi categorie:

Fattori educativi – ambientali

Rientrano in questa categoria tutto ciò che concerne nell’educazione ricevuta e nell’ambiente di crescita di un individuo. Per spiegarsi meglio si può dire che una persona cresciuta in una compagnia o in una famiglia ove sono presenti soggetti che giocano ha molte più probabilità di iniziare a giocare. Un po’ come le recenti iscrizioni presenti su alcuni pacchetti di sigarette che indicato come soggetti a rischio i figli dei genitori fumatori. Rientrano nei fattori educativi anche i soggetti cresciuti in un contesto famigliare dove si attribuiva un importanza esagerata al denaro posseduto. In questi casi il giocatore può essere spinto alla ricerca di fortuna tramite il gioco in percentuali molto superiori rispetta a un soggetto cresciuto in una diversa realtà.

Fattori psicologici

Rientrano in questa categoria tutti i fattori annessi a tratti della personalità come avidità, lussuria e avarizia. Le persone che ambiscono al classico “soldo facile” senza troppi sforzi sono sicuramente molto più propensi al gioco di persona che non danno troppo peso al denaro. Vi sono poi altri casi di persone che cercano nel gioco una sorta di sicurezza o di sfida contro gli elementi. Per loro vincere equivarrebbe si ad una entrata economica ma inoltre a una sorta di controllo sugli elementi circostanti;

Fattori biologici

Categoria in cui rientrano tutti i fattori neurofisiologici principali. Questo settore è ancora in parte sconosciuto e non ben dimostrabile concretamente. La teoria però, secondo gli esperti del settore, ipotizza la propensione al rischio ad un malfunzionamento del sistema neurotrasmettitore celebrale atto a produrre serotonina, la quale determina il comportamento affettivo celebrale. Degli studi hanno infatti scoperto che nei soggetti affetti da ludopatia il livello di serotonina è molto sotto la media di elementi non malati. Essendo ancora oggetto di sudi questo fattore è ancora il più ombroso ma se fosse corretto identificherebbe una componente importantissima nella cura ai soggetti malati.

Sono state anche individuate delle fasce di utenti che a seconda del sesso sono più a rischio rispetto ad altre. Per le donne per esempio, sempre secondo recenti studi, sarebbero più propense al rischio dell’azzardo le lavoratrici autonome e le casalinghe nella fascia di età che va dai quaranta ai cinquanta anni mentre per gli uomini i casi maggiormente a rischio sarebbero i disoccupati per ovvie ragioni o i liberi professionisti che hanno un uso frequente con elevate somme di denaro compresi in un rang di età che va dai venti ai cinquanta anni.

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